23 settembre 2012
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By:
Alessia Perilli/
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- #sapevatelo
Centoventotto anni fa Herman Hollerith brevettò – con grande gioia degli impiegati dell’Ufficio Censimenti – un’addizionatrice meccanica che rimase l’unico strumento per l’elaborazione automatica dei dati fino all’avvento dei moderni computer.
Il censimento americano del 1880 si rivelò più problematico del previsto: dopo sette anni non era ancora stato terminato e già si doveva preparare quello del 1890. Le centinaia di impiegati che vi lavoravano erano ormai stufi di scartabellare, contare, classificare tutti i dati a mano, quindi l’Ufficio Censimenti bandì un concorso per la progettazione di una macchina in grado di compiere queste operazioni automaticamente – e in tempi ragionevoli.
Vinse la gara l’ingegnere statistico tedesco Herman Hollerith, che già tre anni prima aveva brevettato la sua macchina tabulatrice, un sistema in grado di rappresentare il nome, l’età, il sesso, l’indirizzo e altri dati sotto forma di fori praticati su una scheda di cartoncino utilizzando il cosiddetto “codice Hollerith”. La macchina era collegata a un circuito elettrico che si accendeva o si spegneva a seconda della presenza o meno dei buchi nelle schede: un filo conduttore ispezionava tutta la scheda scorrendovi sopra e, se trovava un foro, vi passava attraverso e finiva in una vaschetta piena di mercurio, chiudendo il circuito e determinando passaggio di corrente. A ogni passaggio di corrente, un dispositivo faceva scattare uno dei contatori che servivano per registrare le diverse riposte di un utente.
Il geniale marchingegno riusciva a esaminare fino a 800 schede al minuto, riducendo i tempi di elaborazione del censimento di due anni e i costi di 5 milioni di dollari; neanche a dirlo, fu un successo strepitoso. Tanto che il giovane pioniere dell’elaborazione dati abbandonò il lavoro all’Ufficio Censimenti per fondare la propria azienda, la Tabulating Machine Company.
Ebbe successo? Dopo varie fusioni e cambi di nome la ditta di Hollerith divenne International Business Machines. Le iniziali vi ricordano qualcosa?
Dopo un diploma di maturità classica, si è laureata in Fisica nel 2010 e da allora si occupa di didattica. Da sempre appassionata di scrittura e divulgazione scientifica, ha conseguito il master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l’Università di Ferrara.
